QUANTO ALCOL POSSIAMO BERE SENZA AVER PAURA PER IL NOSTRO CUORE E DEL CANCRO?
- Alfredo Saggioro
- 4 mar 2024
- Tempo di lettura: 6 min

Il Ministero della Salute afferma che “pur rappresentando una sostanza giuridicamente legale, l’alcol è una sostanza psicotropa che, se assunta a dosi elevate, può portare alla dipendenza. Le bevande alcoliche, soprattutto il vino, sono un prodotto largamente utilizzato nel nostro Paese e il loro consumo è parte integrante della cultura e della tradizione italiana; pertanto, è necessario contenere i rischi e i danni di salute e sociali correlati al consumo di bevande alcoliche, responsabilizzando le persone nella quantità e nella modalità di assunzione degli alcolici”.
"Meno è meglio"
Oggi nelle Linee Guida per una sana alimentazione, non si usano più termini come “consumo moderato”, “consumo consapevole” o simili, che potrebbero indurre il consumatore in una certa indulgenza nel bere alcolici.
Non è possibile, infatti, identificare livelli di consumo che non comportino alcun rischio per la salute.
Le nuove indicazioni italiane definiscono a basso rischio un consumo di:
2 unità alcoliche al giorno per gli uomini
1 unità alcolica al giorno per le donne
1 unità alcolica al giorno per le persone con più di 65 anni
zero unità di alcol sotto i 18 anni
1 unità alcolica corrisponde a 12 grammi di alcol puro ed equivale a:
un bicchiere di vino (125 ml a 12°)
una lattina di birra (330 ml a 4,5°)
un aperitivo (80 ml a 38°)
un bicchierino di superalcolico (40 ml a 40°).
Ogni unità alcolica consumata apporta mediamente 70 kcal, prive di qualsiasi contenuto nutritivo se non il potere calorico, di cui bisogna tenere conto, anche in vista del crescente aumento di eccesso ponderale.
Oltre alle quantità assunte, è importante considerare la modalità di assunzione delle bevande alcoliche, che contribuisce ad innalzare i rischi per la salute e i rischi sociali, come:
il bere lontano dai pasti o il bere quantità di alcol eccessive in una singola occasione
il consumo in occasioni o contesti che possono esporre a particolari rischi, quali la guida o il lavoro
la capacità di smaltire l’alcol rispetto al genere e all’età della persona.
A questo proposito circa 45 anni fa, in una mia frequentazione del Royal Free Hospital di Londra e della Prof.ssa Shila Sherlock, allora considerata ai vertici dell’epatologia mondiale, le chiesi perché la cirrosi epatica alcolica fosse così frequente anche nelle donne e lei mi rispose che la dose di alcol tossica per il fegato, era nelle donne cinque volte inferiore che negli uomini (differenza di genere).
Circa 40 anni fa venni poi coinvolto dal Prof. Remo Naccarato di Padova nella fondazione della Società Italiana di Alcolologia, e proprio questi erano gli argomenti principali che trattavamo.
Le malattie cardiovascolari rappresentano tutt’oggi la prima causa di morte e di disabilità e Ilconsumo di alcol in relazione all'impatto sulle malattie cardiache e sul cancro è sempre statoun argomento scottante. Molte persone vogliono credere che il consumo di vino rosso siaprotettivo e per alcuni addirittura terapeutico per le malattie cardiovascolari. Purtroppo, solidi studi peer-reviewed dimostrano il contrario.
Può anche non piacere a molti, ma le prove, che anche una piccola quantità di alcol può essere assolutamente pericolosa, sono veramente schiaccianti! Molte persone disinformatehanno pensato che il consumo di alcol (vino rosso in particolare per alcuni) aumenti l'HDL-C (colesterolo buono) e abbia proprietà vasodilatatorie e attività antiaggregante piastrinica(fluidifichi il sangue). Per alcuni consumatori di alcol ricreativi duri a morire, la menzione delvino rosso fa sognare antiossidanti benefici come il resveratrolo e la vitamina E. Si è scoperto che nessuna di queste cose è vera. Molti degli studi citati dai sostenitori del consumo limitatodi alcol erano soggetti a errori di selezione. Sfortunatamente per gli amanti dell'alcol ricreativo,le ricerche attuali e più rigorose dimostrano che è vero l'esatto contrario. Studi sempre piùapprofonditi dimostrano che anche piccole quantità di alcol, se assunte regolarmente, possonoaumentare il rischio di malattie cardiovascolari come la malattia coronarica, l'insufficienzacardiaca, la fibrillazione atriale, l'ipertensione, il fegato grasso e gli aneurismi e, se volete, aggiungeremmo anche il diabete e l’obesità per completare il quadro della malattia metabolica o Sindrome X.
Una metanalisi pubblicata nel 2018 su The Lancet (The Lancet pubblica la migliore scienza deimigliori scienziati di tutto il mondo, fornendo una portata globale e un impatto senza precedentisulla salute) ha esaminato 599.912 bevitori con oltre 5,4 milioni di anni-persona di follow-up.Hanno scoperto che la mortalità per tutte le cause aumentava se venivano assuntisettimanalmente 100 o più grammi di alcol. L'assunzione di alcol comportava anche un rischiopiù elevato di ictus, malattia coronarica, insufficienza cardiaca, malattia ipertensiva fatale eaneurisma aortico fatale. Coloro che hanno riferito di consumare più di 100 g alla settimana efino a 350 g alla settimana avevano un'aspettativa di vita più breve già all'età di 40 anni, di 6mesi e fino a 5 anni per coloro che consumavano di più.
Ci sembra che per coloro che affermano di consumare quantità minime di alcol, la notizia nonsia buona.
Uno studio pubblicato nel marzo del 2023 ha rilevato che le persone che bevevano da 25 a 44g al giorno di alcol avevano un piccolo rischio di mortalità per tutte le cause. Il rischio èdiventato più significativo per coloro che hanno bevuto da 45 a 64 g o più al giorno. C'eranomaggiori rischi di mortalità tra le bevitrici rispetto alle donne che non bevono per tutta la vita.La World Heart Federation ha esaminato tutti i dati e gli studi sulle malattie cardiovascolari esul consumo di alcol e ha stabilito che nessuna quantità era sicura in termini di malattiecardiovascolari, rischio di cancro e altre cause di mortalità. Un buon riassunto nel seguenteriferimento sull'alcol da parte della World Heart Federation da solo fondamentale.
Va ricordato che la World Heart Federation unisce la comunità di studiosi del sistema cardiovascolare per portare la salute cardiovascolare in prima linea nell'agenda sanitariaglobale: una comunità globale di fondazioni che si occupano di cuore, società scientifiche eorganizzazioni di pazienti, unite nella missione di raggiungere la salute del cuore per tutti.
Se volete ottimizzare la vostra salute cardiocircolatoria, comprendendo anche le funzioni cerebrali, vi consigliamo di evitare l’alcol, o di assumerne veramente quantità minime.
Consumo di alcol e cancro
C'è una forte evidenza scientifica che il consumo di alcol può causare diversi tipi di cancro. IlDipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti elenca il consumo di bevandealcoliche come noto cancerogeno per l'uomo. L'evidenza mostra che più alcol una personabeve, maggiore è il rischio di sviluppare un cancro associato all'alcol. Anche coloro che nonbevono più di un drink al giorno hanno un rischio leggermente aumentato di alcuni tipi dicancro. Sulla base dei dati del 2009, si stima che il 3,5% del totale dei decessi per cancro negliStati Uniti (circa 19.500 decessi) fosse correlato all'alcol. I più studiati per correlare il consumodi alcol e lo sviluppo di cancro sono i seguenti: cancro della testa e del collo, carcinomaesofageo, cancro del fegato. Il consumo eccessivo di alcol è associato a un aumento di circa 2volte del rischio di due tipi di cancro al fegato (carcinoma epatocellulare e colangiocarcinomaintraepatico). Ma anche nel cancro al seno gli studi non sono confortanti: i dati aggregati di 118studi individuali indicano che i bevitori leggeri hanno un rischio leggermente aumentato dicancro al seno, rispetto ai non bevitori. Cancro del colon-retto: il consumo di alcol da moderatoa pesante è associato a un aumento del rischio di tumori del colon e del retto da 1,2 a 1,5 volterispetto all'assenza di consumo di alcol.
Oltre ai tumori correlati all'alcol di cui sopra, si stanno accumulando prove che il consumo di alcol è associato ad un aumento del rischio di melanoma e di cancro alla prostata e alpancreas. Un solido studio che ha incluso dati provenienti da oltre 1.000 studi sull'alcol e fontidi dati, nonché registri di morte e disabilità di 195 paesi e territori dal 1990 al 2016, haconcluso che il numero ottimale di bevande da consumare al giorno per ridurre al minimo ilrischio complessivo per la salute è zero.
A noi non piace essere catastrofici, e ringraziamo il Dr. Grisanti per molte delle informazioni contenute in questo blog. Moderare al massimo il consumo di alcol, che non deve rappresentare un alimento, ma tantomeno uno strumento ricreativo, o sostituirsi a un approccio psicoterapeutico in caso di problematiche individuali, deve rappresentare uno di quegli aspetti educativi sullo stile di vita, che servono a garantire al nostro organismo il massimo di performances e ridurre, nel contempo, rischi di malattia e di un invecchiamento precoce.
Poco e di buona qualità, come per il cibo, potrebbe essere uno slogan.
Buona salute e buona lettura
Chiara Saggioro Dr.Sci., Ph.D.
Alfredo Saggioro, M.D.
Per approfondire:
Cholesterol Truths-Mohammend Alo DO, FACC (Soon to be released)https://www.thelancet.com/article/S0140-6736(18)30134-X/fulltext (copy and paste link)https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2802963//www.functionalmedicineuniversity.com/WorldHeartFederation.pdfhttps://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22910838/https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26286216/https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29112463/https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21307158/https://www.cancer.gov/about-cancer/causes-prevention/risk/alcohol/alcohol-fact-sheethttps://www.cancer.gov/news-events/cancer-currents-blog/2023/cancer-alcohol-link-public-awarenesshttps://www.cancer.org/cancer/risk-prevention/diet-physical-activity/alcohol-use-and-cancer.htmlhttps://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4590626/https://www.who.int/europe/news/item/04-01-2023-no-level-of-alcohol-consumption-is-safe-for-our-healthhttps://www.mdanderson.org/cancerwise/does-alcohol-cause-cancer.h00-159383523.htmlhttps://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6705703/https://www.thelancet.com/article/S1470-2045(21)00279-5/fulltext (copy and paste link)https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27842506/https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30146330/
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